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Sull'arcata invisibile (2008) for two percussionists and live electronics / per due percussionisti ed elettronica - Dur. ~ 11'

Arco nascosto che relaziona le parti disgiunte di un unico oggetto. Senso, e forma attraverso il significato.

Decorso temporale che non diviene mai narrazione, ma simbolo che si connota di fantasmi del tempo immobile e della morte.

Istantanea di un mondo fermo nel divenire come fortezza vuota che trema.

Camera d’echi fatta di carne e memoria.

ERASE, rewind.  

First performance / Prima esecuzione:

Sala dei Concerti di Palazzo Pisani - Venezia (Italy)

Monday 26th May 2008 - h 6pm / Lunedì 26 maggio 2008 - h 18 

Matteo Modolo, Alessio Ghezzi: percussions                                                                                                               Marco Marinoni: live electronics

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CENNI SUL LIVE ELECTRINICS IMPLEMENTATO IN SULL'ARCATA INVISIBILE

[ITA] l’ambiente di processazione per questo lavoro è concettualmente suddiviso in tre blocchi: una prima parte in cui il segnale strumentale viene ripreso dai microfoni, una seconda parte in cui tale segnale subisce un trattamento finalizzato alla stabilizzazione dinamica mediante quattro unità "noise gate" e quattro unità "peak limiter" (parte analitica, strutturata a partire da un processo di "feature extraction" mediante inseguitori di inviluppo, analogamente a quanto accade in il grifo nelle perle nere) e una terza parte in cui il segnale viene sottoposto a tre tipologie di trattamento:

1.       granulazione

2.       trasposizione

3.       spazializzazione

queste tre processi vengono attuati sia in serie che in parallelo attraverso le unità "transposer", "spatialiser" e "munger".

le due unità "transposer" sono strutturate in maniera analoga all’unità "pitch transposers" utilizzata in il grifo nelle perle nere e implementano un’unità di ritardo interpolata a tempo variabile, in grado di produrre sul segnale in entrata un fattore di trasposizione randomico vincolato del parametro frequenza nel dominio del tempo causato all’effetto doppler, ottenendo un “jitter” di ampiezza e frequenza. il segnale trasposto viene spazializzato in tempo reale mediante controllo randomico vincolato sui potenziometri in uscita.  

le due unità "spatialiser" ricevono ciascuna i quattro segnali in uscita dai "peak limiter" e li inviano selettivamente agli otto diffusori controllando i potenziometri in uscita in modo da avere sempre tre potenziometri attivi, di cui uno ad attenuazione zero ("main signal"), uno con attenuazione a -18dB ("echo signal") e un terzo a -36dB ("ghost signal") con ritardi differenti e possibilità di sovrapposizione funzionale.

le due unità "munger" implementano processi di granulazione, trasposizione e spazializzazione controllati in tempo reale dall'esecutore del live electronics.

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