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Black crystal (2002) for flute, piano, violin and viola / per flauto, pianoforte, violino e viola - Dur. 7'40''

[ITA] il primo dei tre lavori che compongono il trittico three crystals è uno studio sull’interazione tra oggetti sonori geometricamente organizzati nel tempo all’interno di un piano bidimensionale ortogonale in cui la dimensione obliqua è ottenuta quale risultante delle interazioni di superficie e la complessità emerge dalle successive stratificazioni e sedimentazioni del materiale nella memoria dell’ascoltatore. da un punto di vista macroformale, i tratti distintivi del brano sono la persistenza, la non reversibilità e l’utilizzo dell’anamorfosi; a livello microformale sono l’insistenza, l’assenza di interazioni orizzontali ed il ruolo costruttivo della contiguità. ciò che non è predicabile diviene inferibile.

Crystal
1. “A mineral that has formed into a regular symmetrical shape”
2. “A rock that is clear and transparent like ice”
3. “Very high quality glass, usually with its surface cut into many planes, so that it twinkles in the light”

   [Collins Cobuild English Language Dictionary, William Collins Sons & Co LTD, 1987]

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First performance / Prima esecuzione:

COMPOSITORI A CONFRONTO 2003 - Audiatorium dell'Istituto Musicale "Achille Peri" pareggiato ai Conservatori di Stato

Saturday 25th october 2003 h 5pm / Sabato 25 ottobre 2003 h 17 

S. Zanasi, flute; L. Corradini, piano; M. Meinero, violin; A. Vezzoso, viola; M. Zuffa, cond.

LISTEN TO 35'' EXCERPT FROM "BLACK CRYSTAL" [Ens. Ist. Peri] !

[ITA] ho iniziato la stesura definitiva della parte strumentale di black crystal il 15 febbraio 2002, terminandola il 19 febbraio alle h21.20 a sesto s. giovanni. quindi questo lavoro, per quanto riguarda la parte strumentale almeno, è posteriore a to walk the night, la cui parte strumentale era già pronta nell'autunno 2001, e anteriore a song for a drowning flower, che è stato composto tra l'aprile e l'ottobre 2002. tuttavia il primo abbozzo formale di black crystal risale al 25 ottobre 2000. il nastro è datato 2003, assemblato dopo che avevo registrato alcuni campioni strumentali tratti dalla partitura, i quali hanno fornito il materiale d partenza per i processi di modificazione del suono. non ho utilizzato schemi alfanumerici o formali, al contrario ho lavorato di getto schizzando i gesti strumentali su fogli di carta da computisteria indicandone principalmente le caratteristiche timbriche salienti e la scansione ritmica e in un secondo momento, a scrittura terminata, individuandoli anche nei loro parametri frequenziali: in particolare il gesto portante del violino è stato individuato quasi due anni dopo il primo abbozzo, il 15 febbraio 2002: questo è stato l'evento che ha scaturito la vesione definitiva del pezzo. in quel momento ho deciso che l'organico avrebbe incluso anche un nastro multicanale. l'abbozzo del 2000 differisce dalla versione definitiva principalmente per quanto riguarda l'organico strumentale e le caratteristiche gestuali degli ogetti sonori: l'idea musicale-formale era già chiara ma non sapevo ancora in quali termini realizzarla. mi sono lasciato guidare dalle parole di james d. morrison, che avevo scelto e accostato per le loro valenze evocative: un sogno fuggevole... un cuore ghiacciato... il deserto tra essi ["swift dream... frozen heart / the wilderness between"]
questo è il primo di tre lavori per ensemble strumentale e nastro ispirati alle poesie di jim morrison. il secondo lavoro si ispirerà alle parole:

"those lean sweet desperate hours...
...shiny blackness...
...a symmetrical angel..."

e il terzo a:

"there was preserved
in her
the fresh miracle
of surprise"

 

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